The Interpreter

Regia: Sydney Pollack

Sceneggiatura
:
Scott Frank, Charles Randolph, Steven Zaillian

Fotografia
: Céline Bozon

Montaggio
:
Monique Dartonne

Musica
:
James Newton Howard

Interpreti principali:
Nicole Kidman
Sean Penn
Catherine Keener
Jesper Christensen
Yvan Attal


Produzione
:
Tim Bevan, Kevin Misher


Distribuzione:
Eagle Pictures

Origine
: Stati Uniti d'America / Gran Bretagna / Francia/ Italia, 2005

Durata
: 128'
Colore
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

 

 

 

 

 

 

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The Interpreter

La frase1: "Persino il più lieve bisbiglio può essere sentito al di sopra degli eserciti quando dice la verità".
 

La frase2": Chiunque perde una persona desidera vendetta su qualcuno. Su Dio, se non riesce a trovare nessun altro… Ma in Africa, in Matobo, i Ku credono che l'unico modo di estinguere il dolore è salvare una vita... La vendetta è una pigra forma di dolore".

 

Critica

Autore: Alberto Crespi - Testata: l'Unità

(...) È una bella scommessa quella che il 7lenne Pollack gioca (e vince) con questo film: aggiornare le atmosfere inquietanti del Condor girando un film moderno, anzi, postmoderno; con tutti i tic del cinema di oggi, con lo stile nervoso e senza respiro imposto anche da una sceneggiatura molto "piena”, che fatica a stare dentro i i 28 minuti canonici. Ottenendo un thriller che sembra classico, e non lo è: quando lo vedrete, fate caso a come cambia continuamente ritmo, distendendosi nelle sequenze (sono 5, tutte importanti) in cui Penn e Kidman sono in scena assieme, e diventando frenetico quando si tratta di costruire la complessa trama che circonda il rapporto fra i due. Spesso il montaggio fa si che ogni scena contenga un 'altra scena, e che le informazioni ci vengano distillate con velocità adrenalinica.

Per gli appassionati del giallo, del thriller politico, è un gran bel film, di quelli come pochi registi sanno realizzare senza uscire dalle righe, senza divagare o esagerare; ma utilizzando dei buoni cambiamenti di ritmo, dei cambi scene inaspettati, l'interpretazione di due validi attori e non ultimo grazie ad un buon montaggio. E' una specie di ritorno dopo "i tre giorni del Condor", nel quale non si accontenta di fare caciara con gli effetti speciali ma con un film che chiede coscienza e riflessione anche a posteriori.
  


la mia recensione

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