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Siracusa


Raccontare la storia di Siracusa non è facile e richiederebbe una documentazione enorme e una conoscenza che non possiedo per fortuna di quelli che invece la potrebbero ritenere noiosa.
Ho pertanto iniziato la visita cominciando dal così detto Parco Archeologico della Neapolis, questo sia per correttezza temporale ma anche considerando che essendo la zona scoperta, è sicuramente sconsigliabile arrivarci con il sole a picco.
Qui il primo vero monumento che si incontra è l'"Anfiteatro Romano" (II-IV secolo d.c.), seguito dall'"Ara di Ierone II" (III secolo a.c.), che rappresenta la terza grande opera monumentale che come recita la guida ci è pervenuta dell'antico quartiere della Neapolis.
Più avanti, sulla destra, nelle immediate vicinanze del "Teatro Greco" (V secolo a.c.) che è il più grande teatro della Sicilia ed uno dei maggiori dell'intero mondo greco, si incontrano le "Latomie", cioè cave di pietra, la cui più interessante è la "Latomia del Paradiso", attraverso cui si giunge alla più famosa delle grotte di questo parco: quella detta "Orecchio di Dionigi", che costituisce la maggiore attrazione assieme al teatro greco, per i turisti che visitano Siracusa.
Ai limiti orientali del Parco Archeologico all'incrocio tra viale Teracati e via Romagnoli, visibile dall'esterno, vi è la "Necropoli Grotticelle", con le sue numerose tombe scavate nella roccia, tra cui quella detta "Tomba di Archimede".    
Gli orari di visita sono i seguenti:tutti i giorni compresi i festivi dalle ore 9.00 a 2 ore prima del tramonto Teatro Greco.

Il teatro greco penso sia uno di quei monumenti che più ci invita a pensare a come poteva apparire al momento della sua costruzione, alle tragedie che vi venivano recitate; ancora oggi sono ben visibili le sue zone principali: la cavea, l'orchestra e la scena. 
Interessante è l'origine della parola theatron che deriva quasi sicuramente dal verbo theaomai che signific
Testo alternativo accessibilea ...guardo, sono spettatore.  In origine questa parola indicava la massa degli spettatori e solo più tardi nel IV° sec. a.C., indicò il luogo in cui essi convenivano, cioè l'area destinata agli spettacoli.
Quello di Siracusa è decisamente notevole, sia come dimensioni che come posizione, ridossato com'è su una serie di colline con una vista sul mare. L'architetto che nel V° secolo a.C. lo progettò fu un tale Demókopos, anche se successivamente col crescere della popolazione fu ampliato.  
La parte meglio conservata è quella scavata nella roccia, mentre la parte alta della cavea è del tutto mancante e così l'edificio scenico.
Come spesso è successo nella storia, anche il teatro greco è stato nel corso dei secoli modificato: dai Romani, per le diverse esigenze dei loro tipici spettacoli (lotte dei gladiatori, belve) e dagli spagnoli che nel XVI° secolo utilizzarono dei blocchi per la costruzione dei bastioni di difesa dell'isola di Ortigia. Nella parte più alta, nella terrazza, segnalo la presenza di una grotticella artificiale detta " grotta del Ninfeo" dove si può trovare una sorgente di acqua p
Testo alternativo accessibilearticolarmente fresca, un toccasana per rinfrescarsi.
 
Attraverso un percorso, questa volta all'ombra di oleandri e piante si scende nella Latomia del Paradiso, dove ci aspetta: l'Orecchio di Dionigi, una grotta artificiale, scavata nel calcare, alta circa 23 m. e larga dai 5 agli 11 m., con una forma vagamente simile ad un padiglione auricolare, che entra in profondità per 65 m., con un insolito andamento ad S e con sinuose pareti che convergono in alto, in un singolare sesto acuto. 
La grotta oltre ad apparire enorme è dotata di eccezionali proprietà acustiche (i suoni vengono amplificati fino a 16 volte).
Sempre dalla guida si apprende che è stato Michelangelo di Caravaggio, che visitò Siracusa nel 1608, a  denominarla  "Orecchio di Dionigi", dando così forza alla leggenda secondo la quale il famoso tiranno Dionisio avesse fatto costruire questa grotta come prigione e vi rinchiudesse i suoi prigionieri per ascoltare, da un'apertura dall'alto, le parole ingigantite dall'eco. 
Testo alternativo accessibile
Tanti altri sono i monumenti che rimarrebbero da vedere: il castello di Eurialo, il tempio di Apollo, il
Testo alternativo accessibilecastello Maniace, il Duomo, il museo archeologico Paolo Orsi,etc., ma quello che consiglio comunque è una passeggiata nell'antico borgo dell'isola di Ortigia (oggi collegata alla terraferma),  cioè nel vecchio nucleo urbano della città.
Si tratta di una camminata tra palazzi barocchi del dopo terremoto del 1693, tra finestre decorate in stile catalano e ricordi greci, normanni. 
Le strade sono strette, in alcuni casi percorribili solo a piedi, alcuni scorci assomigliano molto a Venezia e quando si arriva alla Giudecca, cioè nel quartiere ebraico della città, sembra proprio di esserci. 

 

 

Fuori di Siracusa la passeggiata a piedi può trasformarsi in una gita in barca, perchè alla foceTesto alternativo accessibile dei fiumi Anapo e Ciane , partono le escursioni in barca che risalgono il corso del Ciane, ricco di papiri, in particolare quello di Siracusa è chiamato "Cyperus Papyrus Linneo". Testo alternativo accessibile 
Testo alternativo accessibile
Non è chiaro come ha fatto ad arrivarci, c'è chi ritiene che la  pianta sia
stata importata dall'Egitto già verso il 250 a.c., mentre altri sono dell'opinione che siano stati gli Arabi ad introdurla, altri la ritengono una pianta autoctona.

E' una gita che pur nella brevità (un'ora circa) è molto interessante e rilassate in un ambiente nel quale prevalgono   i toni del verde con le papere che nuotano liberamente in  un'acqua pura e fresca. Per chi volesse ampliare il proprio interesse, è possibile visitare un Museo del Papiro. 

 

   

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