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Pantelleria

Siamo a due passi dall’Africa, di notte si possono intravedere persino le luci del faro di Capo Bonn in Tunisia, ma se ti aspetti un’isola sabbiosa e desertica, sei fuori strada.

Pantelleria ti accoglie con i suoi contrasti di colore, con il verde dell’isola e della Montagna Grande che in effetti con i suoi mt. 800, tanto grande non è, ma che qui con il solo mare Mediterraneo che la circonda, pare molto più alta.

Le stradine sono quasi le stesse mulattiere che esistevano una volta percorse dai contadini a dorso d'asino, forse alcune leggermente allargate, ma che ti costringono sempre, se incontri qualcuno a guardare bene la tua posizione sulla strada, per evitare se sei troppo a destra di prendere un muretto di pietre o un colpo di clacson all'opposto. Sicuramente non si può correre e questo è un bene, perché così ci si può guardare in giro per fermarsi dopo ogni curva a riscoprire con lo sguardo nuovi scorci di mare o l'architettura dei filari di viti.

Arrivare al mare non è facile, le discese non sono tante, tutte diverse, alcune quasi impraticabili e da fare solo a piedi. Gli scorci lasciano sempre il segno per la loro bellezza, ma anche per la difficoltà per chi vuol fare il bagno. Pantelleria è un'isola selvaggia e vulcanica che si ingentilisce e si espone solo a primavera quando diventa un'eruzione di fiori, e che forse non ama la folla dell'estate, ma solo il vento che l'attraversa.

"Stavamo passando l'estate nell'isola di Pantelleria, all'estremo sud della Sicilia, e non credo esista al mondo un luogo più consono per pensare alla luna. Ricordo come in un sogno le pianure interminabili di roccia vulcanica, il mare immobile, la casa dipinta a calce fin negli scalini, dalle cui finestre si vedevano nella notte senza vento i fasci luminosi dei fari dell'Africa.
Esplorando i fondali addormentati intorno all'isola, avevamo scoperto una fila di siluri gialli incagliati dall'ultima guerra; avevamo recuperato una anfora con ghirlande pietrificate che dentro aveva ancora i residui di un vino immemore corroso dagli anni, e avevamo fatto il bagno in una gora fumante le cui acque erano così dense che si poteva quasi camminarvi sopra. Io pensavo con una certa nostalgia premonitrice che così doveva essere la luna.
Ma lo sbarco di Armstrong aumentò il mio orgoglio patriottico: Pantelleria era meglio."
 

                                                                                           Gabriel Garcia Marquez, 1980

 

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Link utili

Informazioni generali   ::::::   http://www.pantelleria.it/
Agriturismo consigliato ::::::   http://www.agriturismozinedi.com/

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