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LANZAROTE

Due elementi risaltano visitando l'isola di Lanzarote: i vulcani onnipresenti in tutta l'isola e l'attività di Cesar Manrique.

Entrambi hanno modellato l'isola
, i primi in particolare con le ultime eruzioni del 1730, durate ben 6 anni, hanno modificato circa un terzo del territorio e sono visibili da qualsiasi punto si osservi il panorama dell'isola.
Cesar Manrique, è un artista nato nell'isola nel 1919, poliedrico, pittore, scultore, architetto, ecologista, conservatore del patrimonio artistico, disegnatore urbanistico e paesaggistico, che ha saputo indirizzare l'isola e la sua popolazione ad investire in un turismo responsabile, sostenibile e con una tutela del patrimonio naturale. 
Fu un maestro a tutto tondo, la cui attività si può intravvedere ancora oggi, girando per l'isola, in quanto su sua indicazione è ancora priva di qualsiasi cartello pubblicitario, dove le abitazioni sono tutte bianche con finestre e porte verdi e camino a cipolla e anche le rotonde che si incrociano contengono sculture per il vento da lui progettate. In particolare è intervenuto su alcuni siti naturalisti, lavorando non solo sulla loro creazione ma anche sugli arredi, intervenendo anche in dettagli, dal progetto del bancone del bar, al disegno delle porte dei bagni.

Il mio viaggio ha comportato un soggiorno di una settimana, sufficiente ad avere una visione generale dell'isola e dei suoi elementi principali.
Questo è stato il mio programma di massima:

1.      Sono arrivato in un sabato pomeriggio e dopo il ritiro di una vettura a noleggio che avevo già prenotato, sono arrivato a Maguez nel nord dell'isola dove avevo prenotato un appartamento. Ho scelto un luogo molto semplice, fuori dalla confusione dei due /tre centri principali.
Paella negra Qui siamo in campagna, circondati da coni di vulcani e da una luce bellissima.
 
2.      La domenica mattina, visita al mercato artigianale a Teguise che essendo molto esteso, occupa tutta la mattinata. Il tempo fa i capricci, ed è tutto un coprirsi e spogliarsi tra brevi spruzzate d'acqua, un vento continuo e 25° di sole che appare come un laser e scompare tra le nuvole.
Passiamo il pomeriggio a visitare il vicino castello di Santa Barbara posto sulla cima di un cono vulcanico che ospita anche il museo della Pirateria che ha investito e saccheggiato l'isola e tutto l'arcipelago (http://www.museodelapirateria.com/).
Alla sera passaggio su Orzola, dove andiamo a cena
alla Nasa Restaurante El Norte. Simpatico e ottimo dove ritorneremo in altre sere per gustare sopratutto ottime e varie paella.
 
3.  Proseguiamo la visita dell'isola visitando due rilevanti attrazioni: alla mattina il sito
Jameos de Agua  e al pomeriggio al Jardin de Cactus. Il primo è un auditorium

 sotterraneo naturale di roccia lavica, con piscina blu e palme intorno ad un laghetto, dall’ottima acustica, dove si realizzano affascinanti festival musicali. Il centro è stata la prima realizzazione turistica dell’artista Cesar Manrique, che concepiva l’arte come una semplice decorazione o un abbellimento, dove possibile, della natura stessa.
Celebri sono anche le piccole e graziose creature che popolano la grotta vulcanica: dei minuscoli granchietti bianchi come la Luna, senza occhi e senza colori perché vissuti per millenni e millenni nel buio delle grotte vulcaniche.
 
Jameos de Agua
Jardin de CactusNei Jardin de Cactus, il genio artistico di Cesar Manrique, andò oltre al concetto di cactus come graziosa pianta da decorazione da interni. Creò in 5000 metri quadrati, un intero anfiteatro, con tanto di cavea e di gradinate, ricoperto con grande senso estetico ed equilibrio distributivo di ogni sorta di cactus e di pianta grassa.

L’effetto è davvero sorprendente:  una delle prime installazioni nel panorama dell’arte moderna, sicuramente la prima ad avere come tematica l’equilibrio tra l’uomo (il teatro, dalle forme classiche, quasi grecheggianti) e la natura (il cactus, che è in grado di resistere dove l’uomo mai potrebbe sopravvivere: nei deserti più inospitali).

Il centro, situato nella zona di Guatiza, ospita circa 10.000 cactus provenienti da tutte le latitudini e da tutti i paesi del mondo, come America, Africa, Europa, Asia, isole Canarie e Madagascar.
4.  Siamo ad Haria, nella “valle delle mille palme”, dove sorge la seconda casa di C.Manrique.
Qui si era trasferito negli ultimi anni dopo aver abbandonato la casa di Tahiche, ora sede della sua fondazione, alla ricerca di un avvicinamento alla natura. Rispettando l'armonia dei volumi, colori e nobiltà dei materiali utilizzati, ha ricreato anche un locale workshop in cui dipingeva e lavorava alle sue creazioni.
5. Andiamo a Taro de Tahiche, dove sorge la Fondazione C.Manrique con la sua prima casa scavata nella lava.
Le forme morbide della sua casa, in un susseguirsi di dentro/fuori, interni ed esterni, trasmettono una libertà creativa e una attenzione all'armonia tra gli elementi davvero moderna, quasi “zen”. Le rocce laviche, dal colore bruno/nere, risaltano nel candore delle superfici intonacate della casa stessa, nelle superficie e nel candore della piscina e di tutte le piante inserite nell'insieme.
Sono presenti anche numerose opere dell’artista.
   
  6. Una visita al Parque Nacional de Timanfaya e alle Montanas del Fuego è assolutamente indispensabile.
Si tratta di un parco di 50 km
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, visitabile solo con i Pullman del parco, che percorrono la carretera de los Vucanos lunga km 14, sfiorando le rocce tra cui è stata creata, (sarebbe preferibile all'alba o al tramonto).
La valle della Tranquillità sembra un pezzo di luna caduto dal cielo.
Al Centro avvengono dimostrazioni della temperatura dell’acqua (120° a livello superficie).
Arrivando al Parco, il panorama per chilometri, appare di un nero intenso, costellato di piccole infossamenti riparati da muretti, chiamati sokos
, al cui interno riparato dal vento spunta di un bel colore verde la vite, che qui viene intensamente coltivata.
Solo poche isolate fincas di un bianco intenso, appaiono in contrasto a interrompere il paesaggio lunare.
 
 
7.   A Mozaga, merita una visita il monumento con relativo museo dedicato da Manrique, ai Campesinos, in cui sono rappresentate le attività della popolazione. 
Quindi proseguendo sulla strada per Orzola, merita una visita la Cueva de los Verdes, una cavità abissale visitabile per circa 1 km, che rappresenta il tratto più spettacolare di un percorso lavico che arriva al mare, che si estende per quasi 8 km, formato da un’eruzione vulcanica 5000 anni fa.
All'interno è stato ricavato anche un auditorium in cui vengono effettuati concerti.
Sulla strada si incontrano poi alcune belle spiagge, la prima nei pressi della Punta del Palo e poco oltre la Caleta del Mojon Blanco. All'interno invece troviamo coltivazioni di aloe, da cui vengono ottenuti parecchi prodotti per la cosmetica.   

8.   Orzola rappresenta il capolinea a nord dell'isola, da cui partono i traghetti per l'Isla Graciosa. Si tratta di una piccola isola a nord di  Lanzarote, su cui in genere arrivano come primo contatto le barche a vela che uscite dallo stretto di Gibilterra sono intenzionate ad attraversare l'Atlantico. E' abitata da circa 700 persone e da appassionati di kite e wind surf o da amanti delle sue splendide spiagge.

 
                               
  Nei pressi di Orzola, è possibile andare a vedere un'ennesimo intervento di C.Manrique, che ha creato il Mirador del Rio trasformando un avamposto dell'esercito, in un belvedere panoramico posto a quasi mt. 500 da cui è possibile godere dell'isla Graciosa e del canale che la separa da Lanzarote.

9. Molti altri sono i paesaggi che meritano di essere visitati: sulla costa sud occidentale: El Golfo e il Charco de los Ciclos, quindi le Salinas de Janubio, la costa di Tenesar, la Playa de Papagayo,  la playa Mujeres, o più a nord la caleta Famara, e poi anche  ....................................basta andarci per scoprire tante altre bellezze !

 
Ciao Roberto
 
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