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Il mio viaggio in Istria, risale a molti anni fa, addirittura al 1987; a distanza di tempo, ho voluto ugualmente inserirlo nel mio sito perché rappresenta uno di quei viaggi in cui si  parte senza molte aspettative e si torna molto ricchi di immagini, di sensazioni, di colori o di odori, in questo caso: forti e sapidi.
I paesaggi che si incrociano con lo sguardo sono ruvidi e gentili, come la gente che si incontra, ma non si deve pensare a un fattore di maleducazione anzi, la disponibilità e la cordialità sono notevoli, solo forse un pò introversi, quasi scontrosi al primo approccio ma che si stempera subito conoscendoli meglio o chiacchierando davanti a un bicchiere. Così il terreno appare roccioso, bucato come un formaggio svizzero, carsico direbbero i geologi, e ogni spazio per la coltivazione della vite o dei vari ortaggi, si recupera anche su piccoli terreni, dissodati, faticosi da coltivare e da preservare dal vento che in queste zone quando si alza, fa volare tutto. Appaiono così tutti recintati da muretti di sassi che per queste condizioni hanno la loro utilità.
Ecco, questa terra è come la sua cucina, ricca di gusti naturali, forti, aspri ma anche addolciti da un vino profumato e ricco di essenze che ricordano i fiori e la frutta del posto.      
Ripensando poi a quelle terre non molto distanti da casa, così ricche di storia eppure così martoriate da guerre e da povertà che hanno costretto migliaia di persone a migrare per tutto il mondo, ci si rende conto purtroppo che l'uomo anche a distanza di tempo non ha imparato molto dalla storia e ancora oggi continua a ripetere e a riprodurre scene vecchie di decenni.
E' per questo motivo che ho voluto inserire oltre alle mie fotografie e a quelle d'epoca, anche notizie, un breve e necessario riepilogo storico, nonché canzoni tipiche e link utili allo scopo di tracciare un'identità di questo territorio.


L'Istria è una penisola che si protende nell'Adriatico settentrionale, fra i golfi di Trieste e del Quarnaro.
La maggior parte del territorio è costituito da un tavolato che digrada verso il mare (Carso istriano) e fortemente inciso da fiumi. 
Le coste sono articolate da canali e fronteggiate nella parte sud-occidentale da isolette. 
Il clima è mite e marittimo lungo la costa e alquanto rude d' inverno: su tutta la penisola infatti soffia spesso la bora, un vento freddo e violento. L'economia si basa sull' agricoltura (olivo, vite e frutticoltura), sull'allevamento, sulla pesca e sulle risorse minerarie, mentre l'industria è in fase di sviluppo.
La città più importante è Pola, altri centri sono Capodistria, Parenzo, Pisino e Rovigno.
L'Istria appartiene quasi tutta alla Croazia, Capodistria e dintorni alla Slovenia e Muggia all'Italia.

 

STORIA
Abitata anticamente dagli Istri e dai Liburni, fu conquistata da Roma nel 178 a.C. e sotto Augusto costituì con il Veneto la decima regione italica (Venetia et Histria). I romani vi costruirono la via Flavia, che univa Trieste a Pola.
    
              

Passò successivamente sotto i domini ostrogoto, bizantino, longobardo, franco e poi fece parte del patriarcato di Aquileia, finché alla fine del XIV sec. Venezia stabilì il suo dominio sulla penisola, dominio che influì culturalmente sulle genti istriane.
Nel 1797, l'Istria passò all'Austria con il trattato di Campoformio, passò successivamente alla Francia e nel1815 passò sotto il dominio austriaco.
A partire dal 1866 l'aspirazione delle popolazioni istriane al ricongiungimento all'Italia, alimentò il fenomeno dell'Irredentismo, che mirò alla difesa della cultura italiana contro la politica austriaca e producendo un forte movimento in contrapposizione all'occupazione austriaca. 
Gli Istriani parteciparono alle guerra d'Indipendenza, con la speranza di vedere l'Istria riunita alla madre Patria. 

Si ricongiunse all'Italia dopo la prima guerra mondiale  con l'annessione anche di Fiume.

Le vicende della seconda guerra mondiale portarono nel 1945 all' occupazione della regione da parte delle formazioni partigiane del maresciallo Tito riaprendo nuovamente il problema del confine. Fu approvata nel 1947, la punitiva proposta della Francia, che nel così detto "Trattato
 di pace" di Parigi del 10 febbraio 1947 cedeva alla Jugoslavia quasi tutta l'Istria (oltre Fiume e Zara) ed istituiva il Territorio Libero di Trieste (T.L.T.). La decisione di dividere l'Istria dall'Italia determinò l'abbandono di oltre 280 mila italiani. 
Alcuni emigrarono all'estero, ma molti preferirono essere esuli in Patria, andando ad abitare
 a Trieste e nel resto dell'Italia. Pochissimi rimasero nella loro terra.


Foto d'epoca: Profughi in fuga da Pola e dalla campagna

Profughi dalla campagna

Le campane di San Giusto
Versi di.Drovetti – Musica di C.Arona

Per le spiagge, per le rive di Trieste
suona e chiama di San Giusto la campana,
l’ora suona, l’ora suona non lontana
che più schiava non sarà!

Le ragazze di Trieste
cantan tutte con ardore
- O Italia, o Italia del mio cuore
tu ci vieni a liberar!

Avrà baci, fiori e rose la marina,
la campana perderà la nota mesta,
su San Giusto sventolar vedremo a festa
il vessilo tricolor!

Le ragazze di Trieste
cantan tutte con ardore
- O Italia, o Italia del mio cuore
tu ci vieni a liberar!

   Pirano

 

La  Mula de  Parenzo

La mula de Parenzo - liolà, ha messo su bottega, 
de tutto la vendeva; (2 v.) la mula... 
de tutto la vendeva
fora che baccalà. 
E perché non m'ami più? 
La me morosa vecia, 
la tengo de riserva, 
e quando spunta l'erba; (2 v.) 
la me morosa.... 
e quando spunta l'erba
la mando a pascolar. 
E perché..
La mando a pascolare
nel mese di settembre, 
ma quando vien novembre; (2v.)  la mando... 
ma quando vien novembre 
la mando a riposar. 
E perché... 
La mando a pascolare
insieme alle caprette, 
l'amor con le servette; (2 v.)
la mando... 
l'amor con le servette
non lo farò mai più! 
E perché..
Se il mare fosse tocio
e le montagne polenta: 
ohi mamma che tociade; (2 v.)
se il mare... 
ohi mamma che tociade 
polenta e baccalà! 
E perché...
Se il mare fosse di vino
e i laghi de acquavita, 
'briaghi per tutta la vita:(2 v.)
se il mare... 
'briaghi per tutta la vita:
polenta e baccalà.
E perché...
Tutti mi dicono bionda,
ma bionda io non sono, 
porto i capelli neri. (2 v.) 
tutti mi dicono... 
porto i capelli neri, 
neri come il carbon. 
E perché...
Sinceri ne l'amore, 
sinceri ne gli amanti: 
ne ho passati tanti (2 v.) 
Sinceri...
ne ho passati tanti
e passerò anche te! 
E perché...

Il Porto di Pirano
Rovigno

Cherso. Il Caffè Marittimo (1903) Collezione Piero Grimalda
Cherso. Il Caffè Marittimo (1903) Collezione Piero Grimalda

Ricette Istriane
Sardelle in Savor - 1 kg di sardelle
- 2 cipolle
- 1,5 dl di olio misto
- 1 limone
- 1 dl di aceto di vino rosso, aglio, prezzemolo,
     rosmarino, sale 

Jota: Minestra di crauti e fagioli

 

Ingredienti per due persone
- 150 gr di fagioli borlotti
- 150 gr di crauti già cotti
- alloro (una foglia)
- 1 spicchio d'aglio schiacciato
- un pezzo di lardo
- pancetta affumicata
- sale e pepe
- crodighin o salsiccia di cragno


Fritole istriane

In Italiano si dice "fritella"; in Istriano "fritola" e "krapfen" o "krafne" in Croato, Sloveno ed Austriaco. Si tratta di un dolce preparato ancora in molte famiglie e che si trova anche nelle trattorie, soprattutto a Natale e a Carnevale. Le fritole sono un po' pesanti, a dire il vero, perché sono fritte nell'olio, ma non occorre esagerare; basta gustarle ed apprezzarle. Raramente sono consumate calde. Dalla temperatura dell'olio e dagli ingredienti giustamente dosati dipende la loro riuscita.

Xe
    un dolce de casa, più vecio del cuco
    nissun mamaluco pol dirme de no.
     Non ocori risele, non ocori programa
     qualunque sia mama, le sa preparar.
     Ua passa e farina, pignoi e sedrini,
     e veci e bambini le brama de ver.
     Ne l'oio ben caldo rotonde sgionfete
     par tante balete che nuda sul mar.
Ingredienti:
  • 500 g di farina

  • 20 g di lievito di birra

  • 2 tuorli d'uovo

  • 80 g d'uva passa

  • 50 g di zucchero cristallino

  • 25 g di zucchero a velo

  • 20 g di burro

  • 1.5-2 dl di latte

  • 0.5 dl di grappa

  • scorza di limone

  • 5 g di sale

  • 5 dl d'olio per friggere

In una casseruola, possibilmente dal fondo rotondo, mettere la farina setacciata, il sale, i tuorli, lo zucchero,
l'uva passa senza il peduncolo, il burro fuso, meta della grappa e la scorza di limone grattugiata. Sciogliere in un altro recipiente un po' di zucchero, il lievito in 1 dl di latte tiepido e lasciare a fermentare in un luogo caldo.
Quindi unire il lievito alla farina e versare ancora tanto latte, quanto basta a fare un impasto tenero (che si
possa togliere con il cucchiaio). Mescolarlo bene e lasciarlo lievitare per circa 30 minuti. Prendere la pasta con il cucchiaio e metterla a friggere nell'olio fumante. Durante la frittura girare le frittelle più volte, affinché siano ben rosolate da tutte le parti. Disporle poi su un piatto da servizio, spruzzarle con la grappa rimasta e cospargerle di zucchero a velo. Secondo i gusti si possono aggiungere all'impasto anche 200 g di mele grattugiate o tagliate a dadi.

Source:

  • Cucina Istriana, a cura di Franko Lukez & Branko Lovric. Petko (Pula, 1994)


Fritole de Pirano
  • 1 chilo e mezo de suca melonara

  • 2 chili de pomi

  • 15 deca de mandole brustolade e mastrussade

  • 15 deca de mandole taiade a tochetini

  • la scorsa de un limon

  • 30 deca de cicolata gratada

  • 15 deca de fighi suti taiadi a tochetini

  • 30 deca de ua passa missiada co’ el rum

  • sedrini de naranso

  • 2 bustine de vanilia

  • 1 pugneto de pignoi taiadi

  • sucaro

  • do grani de sal

  • Afior quanto basta

  • oio per frisi

  • sucaro fin

In una pignata se fa boir la suca pelada e taiada a tochetini fina che se suga l’aqua. Se cusina i pomi co’ el suchero peladi e taiadi fina che i se suga.
In una terina se missia duto e se meti afior tanto che duto staga ‘sieme.
Se frisi a cuciarade int’el oio de boio.
Man, man che le xe fate se le spolverisea de sucaro fin.
 


LE MIE FOTO
 

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Pola: anfiteatro romano
        del I sec.
Ripari sulle coste delle isole
 
Luci della notte tra le
 case di Lussino 
Istria_19.jpg Istria_13.jpg Istria_6.jpg
Vecchie case All'interno
dell'arena romana di Pola

Tra le vie di Rovigno

 

Istria_21.jpg Istria_20.jpg Istria_18.jpg
Il campanile del
 duomo e la marina di Rovigno

 

Negozi di Rovigno

 

Posteggi nell'isola
 di Lussino

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Tramonto nuvoloso a
Rovigno
Alba livida sul mare Rovigno
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Traghetto per le isole

Marina di Lussinpiccolo

 

Il vecchio porto dell'isola
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Tramonto dal molo

Panorami della  costa

Orti e filari di 
viti nell'isola
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Muretti a secco Luci mattutine
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