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La proposta arriva da Rino quasi casualmente ma
precisa: il prossimo fine settimana degli amici hanno noleggiato una barca a
vela all'Isola d'Elba, vieni ?
"Ci penso e ti faccio sapere", anche se in realtà avevo già deciso perchè era
tempo che volevo fare questa esperienza, l'unico dubbio era che avrei
preferito farla dopo aver seguito un corso di base e non così a digiuno. Ma tant'è !
In effetti so distinguere la prua dalla poppa,
e questo per Alessandro, lo skipper che incontro a Piombino, mi spiega
ridendo che è già qualcosa.....
Dopo la conoscenza di tutto l'equipaggio, sono già meno teso, tutti molto
simpatici e desiderosi di fare un bel fine settimana; ci imbarchiamo in ritardo per un guasto su un traghetto,
arrivando a Portoazzurro nel primo pomeriggio. Il mare non è proprio fermo,
dicono forza 4, non eccezionalmente mosso ma che mette alla prova le mie
caratteristiche di marinaio, battendomi almeno per 4 a zero e lasciandomi a
poppa con lo stomaco in mano a osservare una bella scia su un mare che ci
lascia tranquilli solo dopo aver doppiato capo Vita e l'isola di Palmaiola.
Arriviamo a Portoferraio, un thé per rimettere lo stomaco per il verso
giusto mentre i miei compagni vanno giù decisi con un bianco secco e cotechino
caldo, poi tutti a cena con un appetito ritrovato. La notte passa tranquilla
nonostante un fastidioso sciabordio dell'acqua che risente ancora del
movimento del mare e al mattino siamo pronti alla partenza. Questa volta
il mare è molto più tranquillo anche perchè con lo scirocco di ieri, adesso
siamo protetti dall'isola stessa, anzi un pò di vento dobbiamo andare a
cercarcelo e dopo alcuni bordi e
una doverosa pausa di riflessione con un sauvignon che si fa decisamente bere, del prosciutto e altre
meraviglie del palato, abilmente preparati da Giorgio, decidiamo di puntare
verso la Capraia.
Sono decisamente felice dell'idea perchè la Capraia già la conosco, ma
vuoi mettere arrivarci dal mare e a vela piuttosto che con il traghetto ?
Alessandro mi fa prendere il timone in mano, e vedendo la fiducia che
traspare dal volto dei miei compagni, decido di provarci: la sensazione è
piacevolissima, la barca sembra volare anche se si va solo a 6-7 nodi.
Non è semplice far stare la barca in linea evitando tutte le sbandate dovute
alle raffiche di vento che cominciano ad arrivare più tese all'allontanarsi
dalla copertura dell'isola.
A volte la scia assomiglia all'avanzata di un
ubriaco, ma bisogna farci la mano.....
La temperatura è eccezionale, il sole ci colpisce con bei raggi caldi e non
sembra proprio essere alla fine di novembre.
Purtroppo il vento gira, costringendoci a bordi che ci farebbero arrivare
alla Capraia solo a notte e inoltre per il giorno successivo è prevista calma piatta e
questo significherebbe dover andare a motore sino a Portoazzurro.....
Rientriamo quindi a Marciana Marina, gran bel posticino, quasi intimo
considerato che ci troviamo solo in due barche al rientro, con altrettante già ormeggiate.
Il mattino ci fa trovare un bell'arcobaleno sul mare, segno di qualche
groppo all'orizzonte, e dopo una veloce partenza siamo a doppiare P.ta
Polveraia alternando il motore alla vela. Dopo è solo sole con un discreto
vento, che ci permette di fare dei bordi ammirando all'orizzonte Pianosa e
l'isola di Montecristo. Anche i delfini vengono a farci un veloce saluto, ma
ultimato il periplo, siamo a rientrare a motore perchè il vento ci lascia
del tutto mentre ormai il tempo è alla fine.
Un saluto ai miei capitani: Alessandro e Lorenzo, a Giorgio esperto di cambusa
e non solo, a Rino,
Marco e Maurizio, a cui giro tutti i miei ringraziamenti perchè mi hanno fatto vivere questa esperienza
con molta tranquillità e in particolare ad Alessandro che con un tocco di
"democrazia illuminata", ha saputo gestire la barca e tutti noi vivendo in
accordo una nuova esperienza.
Buon vento a tutti
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