Dopo mezzanotte

Regia: Davide Ferrario

Sceneggiatura
: Davide Ferrario

Fotografia
: Céline BozonCèline

Montaggio
:
Monique Dartonne

Musica
:
Banda Ionica,
Daniele Sepe,
Fabio Barovero


Interpreti principali: Giorgio Pasotti, Francesca Inaudi,
Fabio Troiano

Produzione:
Davide Ferrario


Distribuzione:
Medusa

Origine : Italia, 2004
Durata: 90'
Colore
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Dopo Mezzanotte

Certe volte ti viene voglia di tornare alle cose più semplici. Un luogo magico, tre attori giovani, una piccola troupe, una scommessa estetica-tecnologica-produttiva.

Dopo mezzanotte è una storia semplice. E’ un piccolo film gentile.  E’soprattutto uno svergognato atto d’amore per il cinema in quanto tale. Ci sono dentro i film muti di Pastrone, Buster Keaton, l’Alta Definizione e le marce funebri della Banda Ionica e di Daniele Sepe.

Un paradosso? Non lo è da sempre, il cinema?

davide ferrario

 

Sinapsi
Martino (Giorgio Pasotti) è il custode notturno della Mole Antonelliana. I suoi passaggi, le sue scale a chiocciola e i tempietti sulla guglia con le loro vertiginose viste non hanno segreti per lui. Martino si è anche ricavato una specie di casa da un locale abbandonato dentro il corpo dell'edificio e lì passa le sue giornate quando non lavora. Ma la Mole è anche il Museo del Cinema e, da mezzanotte in poi, diventa il regno di Martino, che ci vive come in un mondo a parte, dove sembra essere felice di vivere come il solo essere umano circondato dalle ombre dei film muti che si proietta per sé.
Amanda (Francesca Inaudi) e l'Angelo (Fabio Troiano) provengono dalla parte opposta della città, dal quartiere periferico della Falchera. L'Angelo è un ladro d'auto, tranquillo nella sua condizione di piccolo delinquente e tombeur de femmes. Amanda, la sua fidanzata ufficiale, è, al contrario, disperatamente alla ricerca di un modo per cambiare la propria vita. Per l'intanto divide la sua casa con Barbara (Francesca Picozza), una shampista con l'inclinazione agli oroscopi, e lavora come cameriera in un fast food del centro, lo stesso frequentato da Martino prima di prendere servizio.
Il destino vuole che un giorno Amanda sia costretta a fuggire dalla polizia e debba chiedere aiuto a Martino. Martino la nasconde nella Mole.
I loro due caratteri non potrebbero essere più diversi. Martino è abituato alla solitudine e adesso deve condividere con una ragazza anche il letto. Amanda, che ha conosciuto solo fatica e delusioni, si trova all'improvviso a vivere nel mondo sospeso della Mole/Museo, un luogo magico e incantato. Piano piano i due si avvicinano, fino a che Martino confessa ad Amanda il suo segreto.
Intanto l'Angelo ha sistemato (a modo suo) le cose con il tizio del fast food. Amanda può tornare a casa. Ma è evidente che le cose non sono più come prima.
La storia (un po' Jules e Jim, un po' melodramma muto, un po' comica da Buster Keaton) si riapre verso il suo imprevedibile finale.
 

Finalmente un film italiano, perché no un pò di campanilismo !, che partendo da una storia semplice e d'effetto sa mettere assieme tre storie di ragazzi, diversi fra di loro ma anche con tanti punti in comune. Il film è un'invocazione al cinema, quello con la C maiuscola, quello che sa prenderti per mano e farti entrare nello schermo, facendoti sognare e vivere una storia diversa dalla realtà quotidiana. L'inizio ci porta nella testa e nei sogni e quindi nella vita di Martino, che nel suo piccolo è riuscito a ritagliarsi un suo mondo, fatto di film muti e di passione per il Cinema. Poi la vicenda di Amanda irrompe e la realtà si scontra con il suo mondo, dal quale anche lui dovrà uscire, anche se non abbandonare.    

la mia recensione

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