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Creta, in questi ultimi anni è
riuscita a mantenere alcune delle sue caratteristiche; nonostante
l'avanzata dell'edilizia legata al turismo, sia abbastanza rilevante in tutta
la costa superiore dell'isola, la costa a sud e le due estremità laterali
mantengono ancora le loro caratteristiche naturali, belle spiagge e un mare
che in alcune località, come Elafonissi, può essere paragonabile a quello
caraibico. L'isola però agli appassionati, propone anche siti archeologici
di primo piano come Cnosso, Festo e tanti altri, minori. La cucina rimane
sempre quella tradizionale, ma forse proprio per questo ancora sana, fatta
dei prodotti naturali della terra e del mare. Agli amanti delle escursioni e
della natura propone la possibilità di trekking in una serie di canyon che in
genere sfociano sul mare, il principale e il più conosciuto dei quali sono
le Gole di Samarià.
Se aggiungiamo che è un'isola che anche nei mesi di punta è vivibile con molta calma e senza troppi affollamenti,
possiamo concludere che merita un viaggio e la sua scoperta.
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Programma di viaggio
Il mio viaggio è stato organizzato prevedendo il giro dell'isola
in senso antiorario, sulla traccia di altri viaggiatori, di cui avevo letto
i loro diari:
19 luglio 2008
– sabato
- Arrivo a Heraklion

20 luglio 2008
– domenica
– 1° giorno - Heraklion: visita di Knosso.
Partenza per Hania nel pomeriggio: km 150 circa, possibilità di vedere la
fortezza veneziana, la moschea dei Giannizzeri, ed il museo archeologico e
quello navale;
21
luglio 2008
– lunedì
– 2° giorno
– Partenza per Balos - km 60, giornata al mare spiaggia meravigliosa, con
possibilità di visitare prima anche il Monì Agìa Triada e il Monì Gouverneto.
Al ritorno possibilità di visitare ancora la cittadina di Hania.
22 luglio 2008
– martedì
– 3° giorno
– km 125 - Escursione alle gole di Samaria (1 giorno intero) con
percorso di km 16.
In alternativa chi non viene può andare ancora a Balos
ma con il battello (da Kissamos-Kastelli) oppure alla spiaggia di Falasarna
23 luglio 2008
– mercoledì
– 4° giorno – km 213 - Giornata mare-monti: spiaggia meravigliosa di
Elafonissi e interno.
Dopo Kissamos, puntare all’interno su Topolia, quindi il Monì
Hrissosalitissas (molto bello). Quindi dopo km 6 si arriva a Elafonissi. Al
ritorno si potrà prendere la strada più costiera, via Platanos.
24 luglio 2008
– giovedì
– 5° giorno – km 213 - Giornata
mare : spiaggia di Ravdouha. Buon pesce da mangiare e villaggio tranquillo.
In alternativa si può ritornare a Elafonissi o a Balos.
25 luglio 2008
– venerdì
– 6° giorno – Si parte x Agìa Galini, sulla costa meridionale km 173.
All’altezza di Vrysses si lascia la New Road e si punta su Frangokastello.
Vedere la fortezza costruita dai veneziani, con possibilità di fare un
bagno. Possibile visita al Monì Preveni. Quindi nuovo bagno alla spiaggia di
Preveli. Il fiume Megalopotamos, sfocia nei dintorni tra i canneti e le
palme. Possibilità di andare alla spiaggia di Shinaria (spiaggia bella
riparata dal vento)
26 luglio 2008
– sabato
– 7° giorno
– Agìa Galini-Ierapetra, km 166.
Si attraversa la pianura di Messarà, ricca di uliveti. Si arriva a Festo, il
maggior centro minoico assieme con Cnosso. Si punta quindi sulla spiaggia di
Matàla, a 10 km a sud. Nei dintorni sono possibili due passeggiate: alle
grotte e alla veduta della spiaggia chiamata Red Beach. Si lascia Màtala per
arrivare dopo 20 km all’area archeologica di Gòrtyna. Si prosegue e dopo
circa km 100, si arriva a Ierapetra.
27 luglio 2008
– domenica
– 8° giorno
– Isola di Chrisi a km 15 dalla costa.
Prendere il battello che in 1 ora porta all’isola, con le sue dune di sabbia
e il suo mare limpido. Spiaggia della Golden Beach - Partenza verso le 10.
Portarsi acqua e cibo.
28 luglio 2008
– lunedì
– 9° giorno
– Ierapetra - Sitia km 135
Si punta verso est, da Makrigialos, si svolta verso l’interno,
per giungere alla spiaggia di Xerokambos. Dopo una bella sosta si può
arrivare al Monì Toplou, uno dei più importanti monasteri cretesi sia
storico che artistico, quindi proseguire per Itanos, centro minoico e
fenicio, con adiacente tre belle spiaggette, quindi Vai, con le sue palme a
ridosso della spiaggia entrambi sul mare, per un nuovo bagno. Si arriva
quindi a Sitia, da visitare la cittadina con la sua fortezza
29 luglio 2008
– martedì
– 10° giorno
– Sitia - Agios Nikolaos km 70
Ci si può fermare a Moclos per bagno e sosta di pranzo.
Agios Nikolaos, si presenta molto attraente, intorno al lago Voulismeni, di
acqua dolce unito con un canale al mare e circondato di taverne e negozi. La
fortezza di Mirabello, edificata dai Genovesi nel 200 e le sue stradine.
30 luglio 2008
– mercoledì
– 11° giorno
– Agios Nikolaos e dintorni + Spinalonga km 70
Si va a vedere la penisola di Spinalonga, collegata da un sottile istmo e
per fare un bagno alla spiaggia di Kolokithia.
Tornati a Elounda, si raggiunge in 6 km Plaka, villaggio di pesca da cui
partono i battelli che collegano l’isola di Kalidon, che i veneziani
chiamavano Spinalonga.
Da visitare il baluardo difensivo dei veneziani, i suoi bastioni, , gli
edifici trasformati in lazzaretto per la lebbra. Al ritorno
è possibile gironzolare nei dintorni oppure puntare verso Kritsà, con i suoi
negozietti di artigianato di tessuti e ceramiche. Appena fuori dal paese è
situata la chiesa del 300, Panagìa i Kera (Madonna Signora del Creato),
capolavoro di arte bizantina. Agios Nikolaos è decisamente molto carina:
musica, locali e panorama.
31 luglio 2008
– giovedì
– 11° giorno – Agios Nikolaos e dintorni
Poco distante dalla Panagìa i Kera, a Latò, esistono i resti di una città
dorica del VIII sec., molto belli, dove sono ancora rintracciabili le
residenze, le botteghe e il centro dell’Agorà.
Ritornando indietro verso Agios Georgios, si può percorrere l’altopiano di
Lassithi, zona coltivata a frutteti, a quota 800 mt. altezza, è la zona dei
mulini a vento. Quindi il passo di Ambelos e il paesino di Krasi, uno dei
tanti fra i castagneti.
1 agosto 2008
– venerdì
– 12° giorno – Agios Nikolaos – Rethimno

L’idea è quella di andare a Rethimno, che all’andata non è stata visitata,
perché la cittadina offre una bella fortezza, un bel centro città, e dei
tranquilli dintorni molto originali, quali Maroulas, città fortificata con
la sua torre, il Monì Arkadìou, quasi un monumento alla libertà cretese,
dove si fecero esplodere circa 1000 abitanti, per non essere fatti
prigionieri dai turchi. Margarites, x la sua eccellente ceramica, o Anogia
che incarna la quintessenza della “vera” Creta. Volendo con circa km 50 si
può stare un pomeriggio ancora al mare, sulla costa meridionale, alla
spiaggia di Preveli.
2 agosto 2008 – sabato
– 13° giorno – Rethimno - Heraklion
Ritorno a Heraklion, giro per la città: vedere il mercato, la Loggia
Veneziana, la chiesa di Agios Titos e Agios Minas, il Museo Archeologico,
una passeggiata lungo i moli del porto veneziano, il Castello a mare, il
museo della storia di Creta, ecc.
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Avevo letto sulla guida della Lonely Planet e
su alcuni diari di viaggio che il trekking alle gole di Samarià erano
un must, che non si poteva mancare, sopratutto per gli amanti della
natura e per chi come me non ama rimanere sotto il sole ad abbrustolire.
Certo, venivano indicate alcune controindicazioni: la lunghezza del
percorso e il terreno difficile, il dislivello e in particolare il caldo, ma
amici mi aveva invece spronato, avendolo percorso essi stessi, e
considerando che non mi sembravano forti marciatori, mi facevano pesare la
bilancia verso la partecipazione.
E poi, per chi non vuol sentire, non ci sono argomenti validi che tengano:
l'idea mi aveva intrippato e volevo realizzarla.
Fu così che alle 7 della mattina, io e mia moglie eravamo già in piedi per
comprarci qualcosa da mangiare e per andare a prendere il pullman che ci
avrebbe portato a Omalos, punto di partenza dell'escursione. Alle 10 eravamo
pronti al cancello, per cominciare la discesa che ci avrebbe portato dai
1200 mt al livello del mare. Il primo pezzo, era una violenta discesa che ci
permise di scendere subito di quota, fra un paesaggio decisamente montano
con cime superiori ai 2000 mt e boschi di conifere. Al primo punto di sosta,
alla cappella di Agios Nikolaos, ci siamo ritrovati con tanti altri
partecipanti, partiti anche prima di noi, fermi per un primo spuntino o solo
per un primo riposo. Nei pressi con dei muli ci sono anche alcuni guardia
parchi, che aspettano qualcuno che preso da sconforto, dia forfé per
riportarli fuori a dorso di mulo.
Il percorso è ben tracciato con punti di sosta in genere forniti di acqua
fresca che scorre e servizi igienici.
Si prosegue in genere lungo il greto del torrente, che ci obbliga a continui
passaggi da una sponda all'altra e a giochi di equilibrismo sulle pietre;
gli alberi ci fanno camminare all'ombra e il caldo è così attenuato.
I chilometri si susseguono, ma anche la stanchezza comincia a farsi sentire,
così come il caldo anche perché i boschi sono finiti, e dopo una ulteriore
discesa si arriva intorno alle 13 al villaggio abbandonato di Samarià. Non
siamo neppure a metà del percorso ma come noi tante persone si sono fermate
a rilassarsi, ormai abbastanza stravolti e in alcuni casi, con i piedi
indolenziti avendo preso sottogamba la scelta di un buon paio di
scarponcini. Io e Lena non ci parliamo molto, siamo entrambi stanchi e il
pensiero di non essere neppure a metà percorso non aiuta di certo; ficchiamo
la testa sotto il getto fresco dell'acqua e via, si continua.
Arriviamo dopo aver percorso più di un chilometro su un ghiaione e sotto un
sole che non poteva essere più impietoso alle fatidiche gole: le Porte di
Ferro. Sono pareti decisamente maestose che si sviluppano in altezza per più
di 500 mt, arrivando a creare una larghezza minima di soli 6 metri.
Il pensiero va ai mesi più piovosi, nei quali l'acqua entrando in questo
imbuto sicuramente andrà a creare violente e spettacolari onde.
Intanto la poca acqua rimasta la usiamo per rinfrescarci entrandoci
direttamente con le scarpe, anziché utilizzare le apposite passerelle di
legno.
La valle comincia a riaprirsi, e metro dopo metro arriviamo al villaggio
abbandonato di Agia Roumeli.
Una sosta, ci si rituffa la testa sotto l'acqua, una generosa bevuta d'acqua
e si riparte guardando l'orizzonte alla ricerca della linea del mare che
dovrebbe essere ormai prossimo.........
Dopo un ulteriore greto di acciotolato maledetto, e sotto un sole che non si
impietosisce neppure per un minuto, arriviamo all'uscita dal Parco, dove ci
richiedono il ticket, penso per controllare se quanti entrati sono anche
usciti, e qui nell'annesso ristoro ci facciamo una dose doppia di succo
d'arancia per rigenerarci decisamente sollevati perché convinti di essere
ormai arrivati.....
Ma siamo solo al km 13 e sebbene siamo fuori dal parco, per arrivare al mare
non ci sono servizi ne pubblici ne privati, quindi si prosegue a piedi,
tanto ormai !
Questi ultimi 3 km non sono su terreno difficile, solo un sentiero di ghiaia
cementata, ma ormai non apprezziamo queste finezze e come dei robot,
arriviamo al traguardo, al km 16 fatidico e agognato, siamo al villaggio, di
fronte al mare Libico, dove il primo traghetto è già partito e dobbiamo
aspettare le 18 per il successivo.
Non ricordo più che cosa mi sono bevuto nella sosta, oltre a una deliziosa
fetta di anguria che ha contribuito a ripristinare i miei zuccheri svaniti.
Lena mi ha anche fatto una foto per immortalare la mia faccia stravolta, ma
onestamente non ho avuto il coraggio di pubblicarla.
Indubbiamente eravamo soddisfatti dell'impresa, anche se per i tre giorni
successivi, qualsiasi movimento ci è costato ulteriori fitte ai polpacci; ma
per onestà va riconosciuto che certe imprese devono essere fatte con l'età
giusta o almeno con la preparazione opportuna. |
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